Chiedere all'AI di «fare una presentazione» produce quasi sempre un risultato inutilizzabile in contesto professionale: font sbagliati, colori casuali, layout generici. Il metodo che funziona parte dal template esistente.
Estrarre il DNA visivo dal template
Da un file PowerPoint aziendale si possono ricavare palette, famiglie tipografiche, spaziature, raggi degli angoli, stili di titolo, posizione del logo e schemi ricorrenti. Questi attributi diventano vincoli di rendering per ogni slide generata.
Archetipi invece di layout casuali
Ogni contenuto ha una forma naturale: confronto, cronologia, indicatori numerici, mappa dei processi, citazione. Un catalogo di archetipi con varianti permette di scegliere la struttura in base al contenuto e non al caso.
Export nativo, non immagini
Una presentazione esportata come sequenza di immagini non è modificabile e viene rifiutata da chiunque debba intervenire. L'export corretto genera oggetti nativi — caselle di testo, forme, tabelle, grafici — modificabili in PowerPoint.